Food Chain Magnate

Serata Food Chain Magnate (con pizza, quella vera...)

La serata promette bene.

Causa incredibili congiunzioni astrali, sono libero subito dopo il lavoro, mi prendo un'ora di permesso per aggiungere qualcosa alla serata. Arrivo presto e trovo già LucaC.

Alle 18.00 siamo in associazione tutti pronti:

LucaC ovviamente è lì dall'alba: per lui il gioco è lavoro duro...

Maurizio arriva subito dopo e porta il suo malloppo: gli è costato 5 dei suoi vecchi giochi ma i giochi della Speller & Splotten sono le ferrari dei giochi in scatola e vengono tenuti nei caveau di Torino del sito giochinscatola.it (che poi gli abbassa il prezzo del 50% dopo un giorno).

Rudy arriva e ha già fame (nota: sono le 18.10).

Tiziano arriva e comincia a disquisire sul suo gioco "Packaging", giunto alla quinta edizione (si sa, Tiziano è un game designer dentro).


Partiamo con il Setup: solo per mettere insieme tutto ci vuole una mezz'oretta, il tavolo più grosso dell'associazione (una decina di metri quadrati) non è quasi sufficiente, ma per una partita preliminare può andare bene.

Il regolamento mi ricorda un libro semimuffo che ho trovato, da adolescente, in casa di mia nonna, si chiamava "Il bisonte del Bihar" ed era scritto con vocaboli utilizzati unicamente nei primi del 900.

Ogni tanto vorrei sapere se i manuali li fanno testare a dei gruppi che non hanno mai giocato al loro gioco o se fa parte del gioco del tira e molla della Speller.

Nel frattempo Rudy continua a chiedere di andare a mangiare, se si va a mangiare tardi ci saranno code di 3 ore per prendere il tavolo e circa 6-7 ore di attesa per una pizza. E poi... vuoi mettere la digestione?

Ma noi vogliamo almeno finire di leggerlo. Alla fine della lettura, qualcuno pensa che i dipendenti siano inamovibili, qualcun altro che si possono assumere tutti i dipendenti in una volta e contemporaneamente (con scazzottata annessa). E Rudy, ormai spazientito e risentito si avvia alla porta dopo che abbiamo deciso di andare a mangiare, dicendo che troveremo coda.

Arriviamo al ristorante e non c'è nessuno ai tavoli, Rudy sembra stranito, comunque mangiamo e torniamo in associazione.


Cominciamo a giocare con il CEO, fatichiamo a fare le prime mosse, poi cominciamo ad intravedere possibili strategie:

Rudy lavora sul prezzo del prodotto, Maurizio fa la prima pubblicità, io mi concentro sulle Milestone (e cerco di stare ultimo nel turno). Tiziano ha una strategia di medio periodo e sembra quello messo meglio. LucaC impara (e produce solo birra, mica può tradirla...)

Andrea & Alex, che al momento stanno giocando la loro 2.500esima partita ad ASL, ci guardano straniti (loro sono wargamisti, mica bau bau micio micio).

Dopo circa 3 ore di gioco non abbiamo neanche bruciato metà dei soldi della banca della prima partita introduttiva. In testa c'è Maurizio, che ha venduto mica male (e poi con la sua milestone cià la pubblicità infinita) poi c'è Tiziano che ha fatto un paio di pubblicità e ha un bel numero di dipendenti, io ho fatto una pubblicità per degli hamburger.

Poi la genialata: prendo la Discount manager, e, visto che ciò il freezer e ho fatto scorta, vendo pizza, birra, burger e coca. Decidiamo di smettere (e ho più soldi).

"Ma sì, tanto è una partita di prova". 

Mpfhhh...

Che dire del gioco? Lungo, lunghissimo, da fare sicuramente in 2 o 3 serate. Da capire perchè veramente le strategie sono quasi infinite. Ma anche bello, profondissimo e cinghiale vero, duro da digerire.

Vale i soldi spesi? Chissà... dovremo rigiocarlo almeno 2 o  3 volte per saperlo.

Alla prossima!

Kurt

2 pensieri riguardo “Food Chain Magnate

  • 14 aprile 2017 in 16:20
    Permalink

    Morris bel commento, mi associo. A nessuno piace perdere, così si comincia a prospettare varianti e ad arrampicarsi sui muri per giustificare la propria posizione. Comunque il gioco lo promuovo e va rigiocato più volte per capirne appieno le capacità.

Lascia un commento